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Guglielmo Gasparini riposerà a Castelgrande

Sabato scorso un convegno all'Osservatorio "A. De Gasperis" per celebrare il celeberrimo botanico

CASTELGRANDE-Guglielmo Gasparrini è tornato nella sua Castelgrande. Le spoglie del celebre botanico, morto a Napoli nel 1866, riposeranno nel cimitero del paese lucano. Una vita intensa, quella di Guglielmo Gasparrini, innanzitutto scienziato e ricercatore e in secondo luogo patriota indiscusso del rinascimento più fervido italiano.

 

Sabato mattina, presso l'Osservatorio Astronomico “A De Gasperis”, l'Amministrazione di Castelgrande ha ricordato la figura di Gasparrini, attraverso gli interventi del Rettore dell'Università degli studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, Francesco Maria De Sanctis, il direttore dell'Orto Botanico di Napoli, Paolo De Luca, il docente di Botanica dell'Università Federico II° di Napoli, Giovanni Aliotta, il docente dell'Università di Pavia, Alberto Balduzzi e il già Professore dell'Università degli Studi di Basilicata, Pellegrino Fimiami. Una vita da raccontare alle giovani generazioni, quella di Guglielmo Gasparrini, ha sottolineato il il professor De Sanctis, in quanto l'illustre lucano, rappresenta, con il suo ritorno, un monito per i ragazzi castelgrandesi. De Sanctis ha invitato i giovani e a prendere come esempio il loro compaesano, combattente e lungimirante scienziato. Il Sindaco di Castelgrande, Alberto Muro, ha preso la palla al balzo e, citando Roosevelt, si è impegnato a perorare la strada della cultura, intesa come conoscenza del territorio e valorizzazione degli uomini illustri che hanno vissuto nella comunità o si sono distinti fuori dal paese. Gasparrini credeva nell'unità d'Italia e per le sue convinzioni politiche era inviso ai Borboni. Pertanto, lo scienziato dovette emigrare <>, come amava definire il Lombardo-Veneto, nella fattispecie Pavia. Il Professor Balduzzi, infatti, ha disegnato lo spessore scientifico di Gasparrini, evidenziando le sue attività nell'Università, che, seppur sotto la dominazione Austro-Ungarica, offrì allo studioso quell'humus ideale per poter esprimere la sua professionalità. L'orto botanico di Pavia fu arricchito dal lavoro di Gasparrini e divenne uno dei fiori all'occhiello per la comunità scientifica dell'epoca. Dopo aver ripercorso le scoperte e le ricerche di Gasparrini con il Prof. Aliotta ed aver compreso la sua attività di acceso assertore dell'unità d'Italia, ascoltando le accorate parole di un suo discendente, Flavio Gasparrini, l'intervento caloroso del Professor De Luca ha riproposto l'uomo Gasparrini. La amicizia con il primo Direttore dell'orto Botanico di Napoli, Tenore, l'emigrazione a Palermo prima e a Pavia dopo,l'avversione dei Borboni e la folgorante visione di una Italia non frammentata in piccoli Stati, la nomina a Direttore dell'orto botanico di Napoli e il rammarico per la decadenza dello stesso a causa dell'indifferenza del nuovo sovrano, hanno fatto di Gasparrini uno dei personaggi più interessanti dell'ottocento. Grazie al Professore De Luca, al Vice Sindaco di Napoli, presente anch'egli all'incontro e alla commemorazione nel cimitero castelgrandese, Sabatino Santangelo e alla Amministrazione di Castelgrande, Gugliemmo Gasparrini potrà riposare per l'eternità nel suo paese nativo, coccolato dai suoi concittadini e accudito dalle loro cure.

 

                                                                                                                                                                                                                Giovanni Petilli

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